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“I marmi ritrovati”

Sin dall’antichità i Greci e poi soprattutto i Romani e i Bizantini utilizzarono i marmi nelle loro costruzioni perchè affascinati dai loro colori e dall’aspetto simbolico. Gli Imperatori romani ricercarono con una passione straordinaria in tutto il loro vasto impero le pietre più belle. Nel Rinascimento e nel Barocco molte di queste vennero riutilizzate usando frammenti e ruderi delle rovine antiche. Riproponendo la continuità con il passato, l’architetto Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia ha ritrovato in luoghi incontaminati e affascinanti molte cave ancora attive. “I marmi ritrovati” è un progetto di collaborazione tra Cottoveneto e l’architetto Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia il cui intento è quello di promuovere una nuova esperienza culturale attraverso la creazione di nuovi elementi per pavimentazioni.

Le proposte presentate si ispirano a geometrie usate nell’antichità e vogliono dare un senso di continuità nell’uso di queste meravigliose pietre attraverso una nuova interpretazione dei disegni in chiave moderna che si collegano con la lunga tradizione di Cottoveneto, che ha sempre proposto con molto dinamismo ricerche ed esperienze culturali sui materiali.

Lo scrittore bizantino Teodoro Metochita (1270-1332), descriveva il suo palazzo a Costantinopoli riportando che aveva “pavimenti di gloriosi marmi policromi”.
Riscoprire i colori e le forme che fanno correre la fantasia può essere la strada per ridare armonia ed unicità alle nostre case.